Diario di bordo 3: cambiare le regole

A volte ma solo a volte bisogna cambiare le regole del gioco. Uscire dalla propria zona di comfort e buttarsi. Senza pensare poi molto alle conseguenze. Buttarsi senza paracadute, rischiare il rischiabile o tutto che sia…

Bisogna sicuramente lottare per qualcosa, che sia qualcosa di nobile o qualcosa di meno nobile, ma l’immobilismo è il tumore della società moderna. Certo che protestare in modo tradizionale forse non ha più senso oggi.

Bisogna dare parola a tutti, stupidi e meno stupidi, sarà la società a decidere chi è meglio o peggio. Un semplice “like”, un semplice commento positivo o negativo che sia ti rende parte di un tutt’uno, ti rende parte a ciò che può essere la società.

Se non ti seguono non sei nessuno, ma ti seguono solo perché sei già qualcuno e quindi come fare a dar voce a tutti? Sei bello? Facile che ti ascoltino o che ti chiedano l’amicizia. Sei “anonimo” fisicamente ma hai un cervello pensante e funzionante? Come farti emergere?

Come far emergere i pensieri delle persone che non hanno i mezzi sufficienti per dire ciò che pensano? Non vogliamo mettere a ferro e fuoco una città, crediamo e credo che un’altra via sia possibile.

Viviamo secondo le regole della moda e del cinema. Capovolgiamo il mondo, non importa più il “come ti vesti” (come mi pare sarebbe da dire…), che aspetto hai, importa solo ciò che sei dentro. Questo è il meccanismo che dovrebbe regnare nel mondo.

Internet, il mobile, il pensiero, i luoghi, tutto legato… gli uni con gli altri. Possibile? Ci stiamo lavorando…

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Filippo

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