Malinconia e il tempo che passa

Non deve essere per forza un articolo “triste” ma certe volte, in certe particolari giornate, ti assale la malinconia e questo tempo che passa inesorabilmente. Non che sia un male, certo non è divertente invecchiare, ma la cosa forse più triste è la perdita di qualcosa. Sia questo un amico, un parente, un affetto, un amore, una passione…

Il senso di distacco è quello che mi lascia sempre più amareggiato. I silenzi e le improvvise “sparizioni”. Non parlo necessariamente di qualcosa di fisico. Ma perdere un sentimento è comunque perdere qualcosa di te, una parte di te svanisce nel nulla.

Un sentimento che ti ha dato molto anche per pochi istanti si dissolve. Bisognerebbe esser grati a chi ti ha fatto assaporare anche solo per poco questo sentimento di gioia o di semplice serenità che sia. Ma poi arriva sempre la malinconia, il tempo che passa, il ricordo di ciò che era e non sarà. Di ciò che è stato e non sarà più, di ciò che poteva essere e non sarà mai.

Penso anche alle passioni che si hanno da piccoli, una volta che il tempo passa se le porta con sé e anche loro restano un ricordo sempre più sbiadito. Una volta mio nonno mi disse con la sua solita ironia, “non è brutto invecchiare, fa proprio schifo”. Ma non era una persona triste, anzi, semplicemente fatalista.

Tutte le scienze umanistiche insegnano a guardare avanti, a concentrarsi sull’adesso. Ma dopo aver letto numerosi libri che trattano di questo strano e affascinante argomento che è la vita, resto sempre più sorpreso come sia semplice capire i concetti basilari del viver bene e come sia difficile applicarli.

Il passato è passato e si vive ora, adesso, il famoso “be here now” di John Lennon, ma a volte è fottutamente difficile, perché le passioni non te le riportano indietro. Perché il sentimento resta ancorato all’attimo e tu ti ritrovi da solo a pensare.

A volte sarebbe bello smettere di pensare e buttarsi, ecco un altro schema usato da molti “pensatori”, ma chissà quale strada hanno percorso prima di buttarsi.

Vi lascio con questo video non ufficiale di someone like you. Nei prossimi giorni scriverò di argomenti meno “spinosi”.

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Filippo

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