Scrivere, viaggiare, smetterla di sognare

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Arriva il tempo delle decisioni… arriva a caso senza che ci siano avvisaglie… arriva e ti spiazza lasciandoti senza parole. Ma non si può stare fermi, il tempo ti porta via e ti scaraventa addosso la decisione, è come un macigno fermo sulla strada o lo eviti o ci vai contro.

Per chi riesce ancora a pensare e a provare qualcosa arriva il tempo che non si può più stare inermi. A volte ci si blocca per piccole banalità risolvibili in pochi secondi, altre volte ci si blocca per qualcosa che è troppo importante per una decisione affrettata. Ma arriva sempre quel tempo in cui anche la cosa più importante va risolta.

In quel caso e in pochi altri casi, sei solo a dover decidere perché nessuno sa, nessuno conosce, nessuno sa la risposta esatta. No, non si può copiare come si cercava di fare a scuola. Ogni giorno si fanno delle scelte, il solo fatto di alzarsi dal letto è una scelta. Il solo fatto di vestirsi in un determinato modo è una scelta, certo banale, ma non crediate che svegliarsi e affrontare la giornata sia una scelta facile per tutti.

Si può lottare forte, distruggere barriere, si può lottare in modo tranquillo, sorridendo, lasciando e rispettando il tempo. A volte ma solo a volte si può anche vincere, si può trovare la via giusta, ma alla fine il gioco è solo contro te stesso (si è una citazione… non ricordo dove l’ho sentita però…).

A volte si possono scrivere stupende canzoni, stupende lettere e non consegnarle mai ma usarle come ricetta di felicità, a volte basta viaggiare, allontanarsi per un po’ e ritrovare sé stessi. Ma forse nemmeno questo serve. A volte basterebbe alzarsi con il sole o chi diventa sole per te.

A volte basta solo smettere di sognare e guardare in faccia la realtà, capire che come in truman show si è vissuto un sogno, stupendo ma pur sempre un sogno. E se tutte le molecole del tuo corpo spingono verso una parte, una sola ed unica parte, ti accorgi che arrivate a toccare ciò che più bramano…. iniziano a sgretolarsi, diventano nulla e nel nulla ritornano. Non è finita, non è mai finita, basta ricomporle come come un puzzle da 10 mila pezzi che cade dal 10 piano.

E tu che fai? Schiverai la realtà o la farai tua? Io ho scelto di farla mia, nonostante tutto, nonostante le molecole spingano verso altro.

Il tempo ha fatto il suo corso, non è facile, non sarà facile, ma la realtà è l’unica verità, a volte la nebbia copre la mente perché spinge verso l’unica cosa che si desidera.

E si desidera ancora… e ancora… forse per sempre… ma…. c’è sempre un ma.

Oggi questa canzone mi ha ispirato… perché alla fine ci rimane la musica come unica terapia…

Look for love in evidence
That you’re worth keeping
Swallowed whole in negatives
It’s so sad and sickening

E poi la citazione delle citazioni… Il Lungo Addio…. Dylan Dog, il capolavoro del fumetto.

…e lunghe ore a ingannarci così
a dire lui e lei, sempre gli altri,
e i palliativi sono sempre tanti
per non ammettere che siamo qui.
E Charlie Brown e Mafalda e la scuola
storie un po’ vere, a volte inventate,
nei pomeriggi d’inverno e d’estate,
di strani voli su una parola.
Quando cantavo plaisir d’amour,
tu mi guardavi e ridevi più forte:
non lo capivi che ti facevo la corte
o forse capivi e la furba eri tu.
E mi hai sospeso su un filo di lana
e mi ci terrai ancora per molto,
giovane amore, fiore non colto,
o forse sì, ma da un’altra mano.
E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene,
a volte credo di esserne certo,
a volte invece sembra tutto uno scherzo:
fuggono gli occhi come falene.
Amica mia sorella speranza,
quello che vuoi io non ti dirò,
quello che voglio non sentirò,
quello che c’è dietro l’indifferenza.
E tutto è morto e tutto è ancor vivo
e solamente tutto è cambiato,
quello che provo l’ho sempre provato,
e credo ancora in ciò in cui credevo.
E il fiocco nero è l’unica cosa
che mi è rimasta con la malinconia,
ma insieme a questa stanca anarchia
vorrei anche te, amica mia.
Ma dimmi tu, non è meglio così?
Immaginare ed illudersi sempre,
qui ad aspettare qualcosa o niente,
qui ad aspettare un no o un sì,
che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo,
così studiato giorno per giorno,
fatto di tanti cristalli di brina.

[LectiosVoice]

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Filippo

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