Viaggiare da solo alla scoperta di qualcosa

Ci sono dei periodi nella vita dove ogni cosa sembra andare al posto giusto. Tutto capita nel momento in cui deve capitare. Nulla è fuori posto. Altri invece dove ogni cosa accade qualche secondo in differita. Arrivi tardi, arrivi secondo e non puoi far altro che constatare la realtà.

Ci sono cose che non si possono cambiare, perdere il treno per qualche minuto, perde un aereo, perdere un incontro, sono cose che non si possono modificare, puoi avere tutte le ricchezze del mondo ma se arrivi in ritardo, non per colpa tua, arrivi secondo e il secondo è solo il primo degli ultimi.

Ti scrolli di dosso questo fastidio e parti, parti verso mete a caso con zero programmazione, cercando di organizzarti all’ultimo solo per avere la mente occupata e non pensare più a questo secondo posto.

Quindi ti porti con te un pupazzo e viaggi. Il pupazzo è solo per ridere ma sotto sotto rappresenta tutto, ma solo per alcune persone, o forse solo per te stesso.

Parti da Venezia e arrivi a Monaco di Baviera con questa canzone in testa…

Perché alla fine ti è sempre piaciuta, perché ti lega un ricordo… perché “Listen to me now I need to let you know You don’t have to go it alone” è una frase stupenda ma… c’è sempre un grande MA.

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E poi pensi che hai sempre agito cercando di restare nella tua idea di vita, cercando di rispettare determinati canoni… poi pensi di aver sbagliato tutto… ma pensi che comunque sia andata hai agito seguendo quello che ti andava in quel momento.

Si forse hai sbagliato a voler controllare tutto, forse hai sbagliato ad imporre certe cose, ma vai avanti perché non puoi cambiare ciò che è stato… e allora riparti e viaggi…

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Questa volta prendi un volo che ti porterà a Berlino, qui inizia il vero viaggio… 8 agosto… Qui sentirai altre canzoni, osserverai altri luoghi, altre culture. Ascolterai ancora determinate voci che ti faranno sorridere, ma le lascerai lì perché stai pian piano capendo che non puoi controllare tutto e che a volte lasciare la presa è la cosa più giusta da fare, per te e per chi ti sta attorno.

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E poi quando sei sul muro inizi a ridere ancora più forte perché ti vengono in mente molte cose, viaggi da solo, sei solo con i tuoi pensieri e con i tuoi ricordi. E poi il ricordo si fa presente… si il muro è stato abbattuto ma ne rimane un bel pezzo ancora su.

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Continui a camminare da solo, ringraziando comunque il fato o chiunque o qualunque cosa sia stata, perché sei lì con i tuoi pensieri, con i tuoi ricordi che ti porti dietro e ti han fatto diventare ciò che sei. Ringrazi anche chi ti è stato accanto perché hanno speso del tempo con e per te. E sorridi e cerchi di regalare sorridi…. perché alla fine vivere certe sensazioni è anche un dovere che hai con te stesso. E non sono nemmeno male, meglio vivere in una giostra con altissimi alti e bassissimi bassi oppure vivere in un costante equilibrio senza quasi emozioni? E poi l’unica cosa che possiamo controllare è il presente.

La pesantezza del viaggio inizia a farsi sentire, a volte spero che il pupazzo si animi… soli è bello ma a volte è un po’ dura.

Berlino… ottimi spunti questa città… nuove convinzioni… non c’è molto spazio per me dove vorrei essere quindi meglio cambiare… meglio averne la piena consapevolezza.

e poi riparti verso Amsterdam…..

Certo non è Dicembre ma questa frase ti rimarrà impressa per tutto il viaggio “Maybe this year will be better than the last I can’t remember the last thing that you said as you were leavin’ Now the days go by so fast”

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Doveva piovere, non ha mai piovuto, strano viaggio. Più mentale che altro, anche se la fatica si fa sentire… sempre a piedi per vivere la città in tutti i suoi aspetti. E poi osservi chi lavora da Starbucks, chi fa altri “lavori” e non capisci cosa ci sia di sbagliato, ma sono vite differenti dalla tua. Non capisci ma cerchi di capire chi parte e lascia tutto per seguire un sogno. Cerchi di capire.

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Poi cerchi di raggiungere altri luoghi, passi per Eindhoven e poi prendi l’aereo un’ultima volta e parti. Raggiungi Torino. Molti hanno riso sul perché dell’ultima tappa ma era tutto calcolato anche se fatto tutto a caso. A Torino piove….

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Come piove un po’ dentro di me per la stanchezza e i troppi pensieri. Ma è un viaggio catartico, quindi va bene tutto o quasi.

Capisci che certe cose non le puoi cancellare perché fanno parte di te, del tuo essere. Non puoi nemmeno cambiare. Se uno nasce scemo muore scemo Se uno nasce stronzo non cambia. Ed io?

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Perché se mai qualcosa cambierà, arriverà per caso mentre si è intenti a fare altro e ti sorprenderà come una pioggia estiva con il sole… e poi subito porterà con sé un arcobaleno, oppure no ma questo non dipende da te. Solo dal caso che può essere visto come un caos ma è così.. non ci si può fare nulla. NULLA.

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E alla fine ritorni, con gli stessi dubbi di prima, con la stessa forza e le stesse debolezze di prima, perché non è un viaggio che cambia le cose… ritorni con consapevolezze nuove, perché un viaggio ti cambia le prospettive, perché un viaggio da solo ti fa parlare con te stesso e ti fa capire che nulla puoi cambiare se non il tuo pensiero verso le cose….

PS: se volete consigli veri… leggetevi questo blog… travelling with liz GRAZIE Liz per alcuni buoni consigli!

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Filippo

2 Comments

  1. Ho letto questo post perché mi è apparso sulla homepage di facebook e mi è piaciuto il titolo.
    L’ho letto e mi è piaciuto il testo e poi alla fine la sorpresa…grazie per la menzione!
    Un testo sentito e in cui mi sono ritrovata. Viaggiare da soli fa bene, ma è vero anche che alle volte un po’ dispiace…

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