Il tempo che passa, ma dove va?

oltre questo tempo

Ho già parlato su questo blog/diario del tempo, delle attese, di ciò che non riusciamo a controllare. Ed ora a distanza di mesi mi ritrovo a pensare a queste parole che rimbalzano costantemente nella mia mente.

Per chi non è molto paziente, come me, il tempo è un po’ una croce che bisogna tenere, che bisogna portare con sé finché altri non decideranno di cambiare rotta. Dicono che si è padroni del proprio destino, non ne sono molto convinto. A volte le scelte fatte non rispecchiano ciò che si vuole realmente, a volte si ha forse paura di ammettere che non si vuole scegliere o si ha paura di farlo. Ma altre volte le scelte sono fatte perché non si ha altra scelta.

Ne “Il cielo sopra Berlino” la cosa che mi ha colpito molto è questa frase “Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?”. In effetti quando si è in balia degli eventi il tempo ti lascia poche strade percorribili.

Bisognerebbe vivere nel presente, nell’oggi, nell’adesso ma l’oggi se non lo si riesce a capire difficilmente si potrà vivere sufficientemente bene.

Tutti sono filosofi a modo loro, come un po’ tutti sono allenatori o psicologi. Bisogna sempre trovarsi in una determinata situazione, in quel tempo, in quel momento, con quella mentalità per capire la realtà. A volte è difficile dover lasciare andare le persone, le cose, lasciar andare ciò in cui credi, perché non si ha realmente scelta.

Nel lavoro, nello sport, nel sociale, nell’amore a volte bisogna farsi scivolare addosso qualcosa e lasciarlo libero, libero di decidere, libero di trasformarsi in qualcos’altro.

Non è facile scansarsi quando il mondo sta crollando, non è facile dimenticare un progetto, una stessa vita, ma a volte le aspettative sono sempre più grandi di ciò che sono in realtà.

Non sempre vince che si impunta, chi cerca di ottenere qualcosa con tutte le forze, a volte le cose accadono mentre si è occupati a fare altro. Sebbene lasciare passare il tempo, regalare per certi versi il tempo ad una persona, ad un progetto, ad un lavoro, sia molto difficile è l’unica scelta da fare. E forse si, si hanno sempre scelte e forse si, si è sempre padroni del proprio destino.

La realtà è che ogni volta che ci svegliamo prendiamo una decisione, che sia la stessa di alzarsi dal letto oppure rimanere lì fermi a fissare un punto fermo della stanza. Si l’errore più comune è quello di pensare che non abbiamo scelte, la scelta è anche quella di non scegliere e fare scegliere agli altri.

L’attesa e il tempo sono le uniche cose che non possiamo modificare né cambiare, il potere è solo quello di riuscire a impiegare il tempo dell’attesa nel miglior modo possibile. Non è qualunquismo ma l’unica cosa che possiamo fare.

Dare libertà alle persone di scegliere e attendere, con la consapevolezza che l’attesa potrebbe essere vana ma con la stessa consapevolezza di aver fatto una scelta che in quel momento era l’unica che si poteva fare.

Quindi quando vi diranno “sei insicuro”, “sei una persona che non sa scegliere”, “sei indeciso”, voi rispondetegli che ogni giorno compio delle scelte e la vera insicurezza è fissare un punto della parete e non fare nulla.

Anche lasciare scegliere ad altri è una scelta.

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Filippo

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